A febbraio 2026, a Roma, è stato presentato CAREmotions, il progetto nato dalla collaborazione tra il campus NABA di Roma e la Fondazione MSD (ente impegnato nella promozione della cultura della prevenzione e della health literacy) con l’obiettivo di esplorare nuove modalità espressive per parlare ai giovani di prevenzione e salute mentale.
Il progetto è stato introdotto all’interno di una tavola rotonda dedicata alla comunicazione intergenerazionale e alle sfide della divulgazione sanitaria, moderata da Daniela Collu (conduttrice e autrice). Un momento di confronto che ha riunito Marina Panfilo (Direttrice della Fondazione MSD), Andrea Grignolio (Professore di Storia della Medicina, Università Vita-Salute San Raffaele e supervisore scientifico del progetto), Sofia Allegra Crespi (ricercatrice e docente, Facoltà di Psicologia – Università Vita-Salute San Raffaele e psicoterapeuta presso inTHERAPY – Gruppo Studi Cognitivi di Milano), Roberta Mochi (dirigente dell’Ufficio Stampa, ASL Roma 1) e Fabio Capalbo (Course Leader del Triennio in Cinema e Animazione di NABA, campus di Roma).
Proprio dal dialogo tra competenze accademiche, scientifiche e comunicative è emerso il punto di partenza di CAREmotions: i giovani si informano sempre di più sui temi della salute, ma lo fanno in modo rapido, frammentato e prevalentemente digitale. È quanto emerge da un’indagine condotta dalla Fondazione MSD su un campione di oltre 2000 studenti NABA tra i 19 e i 25 anni, che analizza abitudini, canali e formati informativi utilizzati dalle nuove generazioni.
Secondo i dati raccolti, 8 giovani su 10 dichiarano di informarsi su temi di salute con frequenza almeno settimanale. Oltre il 70% cerca informazioni legate alla prevenzione e al benessere online e più del 50% delle ricerche avviene su canali visual come Instagram, TikTok e YouTube. I video brevi e le immagini sono quindi diventati i formati più efficaci per comprendere temi complessi, mentre brevità, semplicità e immediatezza sono requisiti fondamentali per rendere un contenuto davvero utile.
In questo scenario si inserisce il lavoro svolto dagli studenti del Triennio in Cinema e Animazione del campus di Roma, chiamati a tradurre contenuti scientifici in narrazioni audiovisive capaci di dialogare direttamente con i propri coetanei. CAREmotions nasce infatti come racconto peer-to-peer, pensato per parlare ai giovani dal loro punto di vista e con i loro codici espressivi, avvicinandoli in modo nuovo a temi complessi legati alla salute e stimolandoli a un approfondimento anche attraverso la sperimentazione espressiva.
NABA per Fondazione MSD: CAREmotions, i tre cortometraggi a cui hanno lavorato gli studenti del campus di Roma
Affiancati da Alice Vallini e Davide Gentile, docenti del Triennio in Cinema e Animazione presso il campus di Roma, insieme a Fabio Capalbo e Andrea Grignolio, gli studenti hanno seguito tutte le fasi del processo creativo: dalla scelta dei temi alla scrittura, fino alla regia e alla produzione dei video. Un percorso didattico-creativo che ha unito approfondimento teorico e sperimentazione visiva, mettendo gli studenti di fronte alla responsabilità di raccontare argomenti delicati con rigore, consapevolezza e forza narrativa.
Il risultato di tanto lavoro? Tre cortometraggi inediti – "Lo Scontrino" di Maxim Facchini, "Dope Game" di Alessio Pantoni e "The Stranger" di Simon Chitoroaga– che affrontano, con linguaggi differenti ma complementari, temi centrali per la salute delle nuove generazioni: alimentazione e stili di vita, dipendenze comportamentali e salute mentale. Ogni video impiega linguaggi e soluzioni visive diversi, dimostrando chiaramente come il cinema e l’animazione possano diventare uno strumento di health literacy, rendendo accessibili contenuti delicati senza semplificarli eccessivamente né banalizzarli.
Un progetto che unisce responsabilità sociale, sperimentazione visiva e formazione accademica, portando la didattica fuori dall’aula e all’interno di un contesto reale, e che ha richiesto un confronto costante tra l’accuratezza dei contenuti e la capacità narrativa per superare i modelli tradizionali di comunicazione sanitaria.
Come commentato da Fabio Capalbo: “Il progetto ha rappresentato per gli studenti un’esperienza di grande valore, sia da un punto di vista formativo che creativo. Con CAREmotions i ragazzi hanno potuto approfondire e confrontarsi con temi complessi e di forte impatto sociale, esercitando la propria creatività e raffinando le proprie competenze tecniche e professionali nel tradurre queste tematiche in un linguaggio audiovisivo efficace e di impatto per altri ragazzi come loro”.
Questi i tre documentari creati.