Chi finisce le scuole superiori e sviluppa, lungo il percorso, un interesse per il mondo della creatività – arte, design, cinema, moda, comunicazione, graphic design, scenografia e via dicendo – si trova spesso confuso su quale strada prendere subito dopo il liceo. Accanto agli atenei tradizionali, in Italia esiste un intero sistema di istruzione superiore dedicato specificamente alle discipline artistiche: il sistema AFAM. Scopriamo quali sono gli istituti AFAM, come funzionano e perché conviene prenderli seriamente in considerazione per un futuro creativo di successo – soprattutto visto che oggi rappresentano l'area più dinamica e richiesta del comparto.
AFAM è l'acronimo di Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica e indica l'insieme delle istituzioni italiane di livello universitario specializzate in queste discipline. Non si tratta di università nel senso tradizionale del termine, ma di un sistema di istituti che le affianca con pari dignità formativa e giuridica, dedicato però esclusivamente ai linguaggi artistici.
Il comparto comprende diverse tipologie di istituzioni, tutte con una lunga tradizione alle spalle. Le Accademie di Belle Arti insegnano ambiti come pittura, scultura, scenografia, decorazione, restauro, fotografia, nuove tecnologie dell'arte e, in misura crescente, design, moda, comunicazione, graphic design e cinema. I Conservatori si occupano della formazione musicale a livello superiore, dall'esecuzione strumentale alla composizione, dalla direzione di coro fino al jazz e alla musica elettronica, mentre l'Accademia Nazionale di Danza forma professionisti della coreutica e l'Accademia Nazionale di Arte Drammatica quelli del teatro. Gli ISIA, Istituti Superiori per le Industrie Artistiche, sono invece le sedi pubbliche dedicate in modo specifico al design e alla comunicazione visiva.
Molte di queste istituzioni rilasciano Diplomi Accademici di Primo Livello, che durano tre anni e sono equipollenti a una laurea triennale, e Diplomi Accademici di Secondo Livello, di durata biennale ed equipollenti a una laurea magistrale. Spesso offrono inoltre Master, corsi di specializzazione e, da alcuni anni, anche dottorati di ricerca. La struttura del percorso ricalca quella universitaria nell'organizzazione formale — crediti formativi, esami, tirocini, prova finale — ma si differenzia profondamente nella sostanza, perché la didattica ruota attorno alla pratica di laboratorio e di atelier più che alla lezione frontale.
Scopri di più su: offerta formativa, campus, laboratori e progetti con le aziende
Il diploma rilasciato da un'accademia AFAM ha valore legale a tutti gli effetti. È un titolo accademico vero e proprio, riconosciuto dal Ministero dell'Università e della Ricerca (MUR), lo stesso ministero — fino a poco tempo fa chiamato MIUR — che vigila sulle università italiane.
Il riconoscimento poggia su un quadro normativo costruito in due tappe. Una legge del 1999 ha riorganizzato l'intero settore istituendo formalmente il sistema AFAM e collocandolo all'interno dell'istruzione superiore statale. Una seconda legge, nel 2012, ha sancito l'equipollenza dei diplomi AFAM ai titoli di laurea universitari: il diploma di primo livello equivale a una laurea triennale, quello di secondo livello a una laurea magistrale.
Si tratta di un'equiparazione piena, valida per la partecipazione ai concorsi pubblici, per l'iscrizione a master e dottorati di ricerca, per ogni uso legale del titolo nel mondo del lavoro e della formazione successiva.
In ambito europeo, i diplomi AFAM sono collocati sul Quadro Europeo delle Qualifiche agli stessi livelli delle lauree universitarie: livello 6 per il primo livello, livello 7 per il secondo. Ciò garantisce il riconoscimento del titolo negli altri paesi dell'Unione Europea e facilita sia il proseguimento degli studi all'estero sia l'accesso al mercato del lavoro internazionale.
La differenza sostanziale tra un'accademia AFAM e un'università non riguarda il valore del titolo, ma l'impostazione della didattica. Nelle università, anche nei corsi più applicativi, la componente teorica resta predominante e il lavoro pratico tende ad accompagnarla. Nelle accademie AFAM il rapporto si inverte: il laboratorio non è un complemento del corso, è il corso. Si lavora costantemente su progetti, esercizi, esecuzioni, opere, grafiche, abiti, costumi e via dicendo, a seconda dell’ambito scelto. La teoria c'è, è solida, ma è funzionale alla pratica e non viceversa.
Ciò si riflette anche nel profilo dei docenti. Molti insegnanti delle istituzioni AFAM sono professionisti attivi nel settore: artisti, designer, stilisti, musicisti, registi, sceneggiatori, esperti di comunicazione e graphic design che continuano a lavorare nel proprio campo mentre insegnano.
Il vantaggio è doppio: da un lato gli studenti imparano da chi pratica concretamente la disciplina, con i metodi, i tempi e gli strumenti del mondo professionale reale; dall'altro, le Accademie tendono a costruire più solide reti di collaborazione con aziende, studi, gallerie, teatri, festival, che si traducono in tirocini, commesse e occasioni di lavoro durante e dopo il percorso di studi.
Le classi sono in genere più piccole rispetto a quelle universitarie, soprattutto nei corsi di secondo livello, e il rapporto con i docenti è più diretto. La scelta tra università e accademia AFAM, in sostanza, dipende da cosa si vuole fare in futuro. Per una carriera di ricerca accademica in ambito umanistico o scientifico la strada è quella universitaria. Per inserirsi nel mondo dell'arte, della moda, del design, della comunicazione, del graphic design, della musica, del teatro e della scenografia o del cinema con un profilo operativo e progettuale, le istituzioni AFAM sono spesso la scelta più coerente.
Un punto da chiarire riguarda l'accreditamento ministeriale, ovvero il riconoscimento che il ministero attribuisce alle istituzioni AFAM e che è la condizione necessaria perché i loro titoli abbiano valore legale.
Le accademie statali — come Brera, l'Accademia di Belle Arti di Roma, gli ISIA o l'Accademia Nazionale di Arte Drammatica — sono accreditate per definizione, in quanto fanno parte direttamente del sistema pubblico. Le Accademie non statali, invece, devono ottenere e mantenere l'accreditamento dimostrando di possedere determinati requisiti: qualità del corpo docente, adeguatezza delle strutture e dei laboratori, solidità dei piani di studio, sostenibilità finanziaria. Il sistema di controllo coinvolge anche l'ANVUR, l'agenzia nazionale che valuta la qualità di università e AFAM.
La distinzione è importante perché in Italia esistono numerose scuole private che usano la parola «accademia» nel nome ma non rientrano nel sistema AFAM ufficiale. Alcune di queste sono realtà serie e formative, capaci di offrire una preparazione di valore sul piano pratico, ma il titolo che rilasciano non è equipollente a una laurea e non ha valore legale ai fini concorsuali.
Per controllare se un’accademia rientra nel sistema AFAM, è possibile consultare la sezione “Gli istituti” del sito del Ministero dell’Università e della Ricerca, che raccoglie gli elenchi ufficiali delle istituzioni AFAM statali e legalmente riconosciute.
Tra le migliori accademie AFAM per i settori Design e Arte, NABA, Nuova Accademia di Belle Arti, rappresenta oggi il punto di riferimento più consolidato a livello internazionale. Fondata a Milano nel 1980 da Ausonio Zappa con Guido Ballo, Tito Varisco e l'apporto di Gianni Colombo, è stata la prima accademia privata in Italia a ottenere il riconoscimento ufficiale del Ministero dell'Università e della Ricerca, nel 1981, ed è oggi la più grande Accademia di Belle Arti italiana, con oltre 6.000 studenti provenienti da più di 90 paesi.
L'offerta formativa è organizzata in sei grandi aree — Design, Fashion Design, Communication and Graphic Design, Media Design and New Technologies, Set Design e Visual Arts — e copre tutti i livelli previsti dal sistema AFAM: corsi triennalie bienni specialistici, master accademici e dottorati di ricerca che rilasciano titoli riconosciuti in Italia e a livello internazionale. L'ampiezza dell'offerta formativa dimostra come NABA non sia un'accademia specializzata in un singolo ambito, bensì un'istituzione che attraversa tutti i principali linguaggi della creatività contemporanea.
Il riconoscimento della qualità della formazione NABA ha oggi anche una dimensione internazionale. Per il sesto anno consecutivo, l’Accademia è presente nel QS World University Rankings by Subject nel settore Art & Design, una delle classifiche accademiche più autorevoli a livello globale per il confronto tra istituzioni universitarie e di alta formazione. Dopo cinque edizioni consecutive nella fascia 51-100, nel 2026 NABA è entrata per la prima volta nella Top 50 mondiale, raggiungendo il 41° posto nel settore Art & Design.
L’edizione 2026 del ranking ha valutato 6.277 istituzioni in 166 Paesi, classificandone oltre 1.900 in 55 discipline accademiche, suddivise in cinque grandi aree tematiche. Per Art & Design, la metodologia QS si basa in particolare su due indicatori: l’Academic Reputation, che misura il riconoscimento dell’istituzione da parte della comunità accademica internazionale, e l’Employer Reputation, che valuta la reputazione presso i datori di lavoro. Il risultato ottenuto da NABA conferma quindi la solidità del suo posizionamento sia nel panorama accademico internazionale sia nel dialogo con il mondo professionale.
Il metodo didattico proposto dall’Accademia è quello del learning by doing. I laboratori sono il cuore della formazione: spazi attrezzati con strumenti sempre al passo coi tempi dove gli studenti progettano, sperimentano e producono, lavorando frequentemente su brief reali commissionati dalle aziende partner. Le classi mantengono dimensioni contenute per garantire un rapporto diretto con i docenti, che nella quasi totalità sono professionisti attivi nel proprio campo — designer, art director, registi, stilisti, curatori, artisti, scenografi — e portano in aula l'esperienza concreta del mestiere.
Il network professionale è uno dei tratti più distintivi dell'Accademia. NABA collabora stabilmente con un'ampia rete di aziende e istituzioni, tra cui Gucci, Etro, Diesel, Luxottica, Pirelli, BMW, Pininfarina, Luceplan, Armando Testa, Siemens, oltre a partnership più recenti con realtà come A2A, Venchi, Dr. Martens, Baldinini e Manteco. Le collaborazioni si traducono in workshop, progetti di corso, eventi e — soprattutto — opportunità concrete di inserimento professionale: l'Ufficio Career Service and Alumni Relations gestisce oltre 630 aziende accreditate per stage e tirocini attraverso la piattaforma NABA Symplicity, e supporta studenti e diplomati nella costruzione di CV, portfolio e nei processi di selezione. I risultati lo confermano: secondo l'indagine Doxa 2024/25, il 90% dei diplomati NABA trova lavoro entro un anno dal conseguimento del titolo, percentuale che sale al 94% per chi completa un Biennio Specialistico o un Master Accademico.
A sostenere questa proposta formativa c'è una struttura che si estende su scala europea. Il campus di Milano occupa 23.000 m² nel quartiere dei Navigli, all'interno di un complesso storico di quattordici edifici; quello di Roma nasce in un'area di circa 6.000 m² nel quartiere Ostiense, oggi uno dei poli culturali della capitale; il campus di Londra si trova invece all'interno di Here East, nel Queen Elizabeth Olympic Park. Si tratta di una delle aree più strategiche dell'intera capitale britannica per chi opera nei settori del design e della creatività. Here East è il polo tecnologico e creativo nato dalla riconversione degli ex spazi di stampa e broadcasting dei Giochi Olimpici di Londra 2012, e ospita oggi realtà come Studio Wayne McGregor, BT Sport, MATCHESFASHION e Plexal, centro di innovazione che lavora a stretto contatto con startup, imprese e università. Una rete di campus che permette agli studenti NABA di formarsi in tre delle capitali europee più rilevanti per design, moda e cultura contemporanea, con la possibilità di trasferirsi tra le diverse sedi durante il percorso di studi.