Dal 4 al 7 aprile 2024, un'innovativa mostra-playground organizzata da NABA ha preso vita negli spazi delle Ex Cisterne della Fabbrica del Vapore a Milano, trasformandoli in un ambiente dinamico di sperimentazione e ricerca dedicato alla produzione creativa media. L'edizione 2024 di PLAI, evento a cura di Michele Aquila (NABA Course Leader del Biennio Specialistico in Creative Media Production), ha permesso di presentare al pubblico i progetti degli studenti del Biennio Specialistico in Creative Media Production in cui il digitale incontrava l'analogico, in un laboratorio dinamico di sperimentazione con il supporto del Triennio in Set Design e con il contributo del Triennio in Cinema e Animazione.
L'evento anticipava il dialogo tra pratiche corporee e tecnologie innovative che ha poi caratterizzato il Biennio Specialistico in Digital and Live Performance, introdotto dall'Accademia nella sua ricca offerta formativa. PLAI 2024 si è quindi affermato come occasione unica per gettare uno sguardo sull'avanguardia della sperimentazione in ambito creativo – grazie a un intreccio di performance, installazioni multimediali e video arte, documentari e progetti di Virtual Reality e Intelligenza Artificiale, performance, laboratori e workshop – restituendo un'immagine concreta della produzione artistica digitale sviluppata all'interno dell'Accademia e aprendo al pubblico un processo di ricerca in continua evoluzione.
Come spiegato da Michele Aquila stesso, la mostra del 2024 si è configurata come un terreno di gioco in cui sono stati esplorati i confini tra fisico e digitale, tra materiale e immateriale, in una ricerca costante di nuove forme espressive. Un importante focus è stato dedicato al ruolo dell'intelligenza artificiale nei processi creativi, presentando un mediascape inedito in cui tutto è possibile.
L'opening di PLAI 2024, il 4 aprile, ha segnato uno dei momenti più intensi dell'edizione, dando forma a un'esperienza in cui ricerca scientifica, suono e immagine si sono intrecciati in modo radicale. La serata si è infatti aperta con Codex Naturae, live set a cura di Giorgio Sancristoforo (docente NABA), che ha presentato una performance multimediale basata sul phonosomic code, un sistema di traduzione numerica e di sonorizzazione delle sequenze nucleotidiche del DNA, sviluppato presso il Centro Comune di Ricerca della Commissione Europea. In “Codex Naturae” il genoma è diventato linguaggio di programmazione: l'architettura degli strumenti e la partitura sonora sono state generate a partire da triplette nucleotidiche, trasformando dati biologici in una struttura performativa in cui musica, immagini e informazione scientifica hanno costruito un unico ambiente immersivo.
Tra i lavori presentati durante PLAI 2024, un ruolo centrale è stato occupato dall'installazione multimediale realizzata in collaborazione con Careof, organizzazione no profit per l'arte contemporanea. La collaborazione, nata da un'idea di Lorenza Pignatti (scrittrice e docente NABA) e di Michele Aquila, ha coinvolto gli studenti del corso di Applicazioni digitali per l'arte, guidati dai docenti Vinicio Bordin, Filippo Marta, Paolo Ranieri e Rino Stefano Tagliafierro (dello studio di design multimediale Karmachina). Il progetto ha preso forma a partire dall'analisi di una selezione di materiali dell'archivio video di Careof, dando vita a un'installazione in cui si sono confrontati immaginari e pratiche di epoche diverse.
All'interno dell'opera, il linguaggio documentaristico di Mario Gorni, fondatore di Careof, che ha utilizzato il video per raccontare la scena artistica italiana, si è messo in dialogo con lo sguardo delle nuove generazioni: gli studenti hanno reinterpretato le immagini storiche attraverso software di intelligenza artificiale generativa ed effetti speciali, sottolineando la decadenza visiva delle riprese in VHS e trasformandola in materia espressiva. Le sorgenti video e audio hanno attraversato mostre e progetti realizzati, dagli anni Settanta a oggi, da artisti e curatori come Grazia Toderi, Nico Vascellari, Germano Celant, Marina Abramović, Michelangelo Pistoletto, Maria Gloria Bicocchi e Alfredo Jaar. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con Marta Bianchi e Marta Cereda, direttrici di Careof.
Nel corso dei giorni successivi, PLAI 2024 si è affermato come un ambiente vivo di confronto e sperimentazione, grazie a laboratori, workshop e talk dedicati all'evoluzione della produzione digitale e alle pratiche più avanzate del settore. Studenti, docenti NABA e ospiti dell'Accademia hanno partecipato attivamente a incontri dedicati a Virtual Reality, gaming, expanded cinema e intelligenza artificiale, trasformando la mostra in un luogo di ricerca condivisa e di scambio continuo.
Tornando al dialogo tra pratiche corporee e tecnologie innovative di cui abbiamo fatto accenno precedentemente, le attività proposte dalla mostra-playground il 6 aprile si sono concentrate sui linguaggi e sulla multidisciplinarità della performing art, affrontando temi e spazi del contemporaneo attraverso drammaturgia, corpo, nuove tecnologie e sound design. Il percorso si è concluso con la performance "Showing on Digital Liveness" di Fabien Prioville e Francesca Ciaffoni, un'esperienza immersiva che ha coinvolto il pubblico nell'esplorazione del significato del corpo umano in un paesaggio sempre più digitale, realizzata grazie alle competenze e alle tecnologie dei Laboratori dell'Area Media Design and New Technologies di NABA, sotto la guida di Emanuele Lomello (Media Laboratory Manager).
L’allestimento di PLAI 2024 è stato curato dagli studenti del Triennio in Set Design, sotto la supervisione dei docenti Filippo Marta e Francesca Guarnone. Gli studenti del Biennio in Creative Media Production hanno inoltre lavorato all’identità visiva della mostra e al programma di talk e workshop, coordinati dalla docente Eleonora Roaro.
PLAI 2024 ha preso vita oltre lo spazio fisico grazie a un catalogo immersivo, curato dallo studente Yue Zhao e pubblicato sulla piattaforma New Art City. Questa declinazione online ha permesso a tutti i curiosi di esplorare i contenuti della mostra in formato digitale, ampliando la fruizione dei progetti presentati.
Area: Media Design and New Technologies - Set Design