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Due docenti NABA saranno protagonisti della prossima edizione di Paris Photo 2026, la principale fiera internazionale dedicata alla fotografia e all’immagine. Zasha Colah, docente NABA, e Francesco Zanot, Course Leader del Master Accademico in Photography and Visual Design, sono stati infatti nominati curatori della sezione Voices della ventinovesima edizione della manifestazione, in programma dal 12 al 15 novembre 2026 al Grand Palais di Parigi.

L’incarico assume un significato ancora più rilevante perché l’edizione 2026 si svolgerà in un momento storico per il medium fotografico: il Bicentenario della Fotografia. Per l’occasione, a duecento anni dalla sua invenzione, Paris Photo riunirà gallerie, artisti, editori, istituzioni e collezionisti provenienti da tutto il mondo per celebrare la storia, l’evoluzione e le prospettive future della fotografia e delle pratiche artistiche basate sull’immagine.

Fondata nel 1997, Paris Photo rappresenta uno degli appuntamenti più autorevoli del panorama internazionale. L’evento, ogni anno, propone una selezione curatoriale di opere che attraversano epoche, linguaggi e approcci differenti, dalle stampe storiche alle più recenti sperimentazioni contemporanee. Processi analogici, grandi formati, installazioni, photobook e progetti digitali convivono all’interno di un programma che riflette la continua evoluzione del medium fotografico.

Paris Photo 2026: Zasha Colah e Francesco Zanot alla guida della sezione Voices

La ventinovesima edizione della fiera si svolgerà negli spazi del Grand Palais, uno dei luoghi simbolo della capitale francese, e sarà articolata in cinque sezioni: Main & Prismes Projects, Voices, Digital, Emergence e Book. La sezione Voices, in particolare, invita ogni anno curatori internazionali a selezionare artisti e pratiche provenienti dalla scena contemporanea, sviluppando un progetto curatoriale condiviso attorno a temi e prospettive rilevanti per il dibattito artistico contemporaneo.

Come anticipato, per l’edizione 2026, Paris Photo ha affidato questo incarico a Zasha Colah e Francesco Zanot, riconoscendo il contributo di entrambi i professionisti alla ricerca curatoriale e alla riflessione critica sull’immagine. Oltre a essere docenti NABA, infatti, entrambi vantano un curriculum importante nel settore.

Zasha Colah è curatrice e autrice. Dal 2023 è co-direttrice artistica di Ar/Ge Kunst a Bolzano e nel 2025 ha curato la 13ª Biennale di Berlino. Francesco Zanot è curatore e autore. Dal 2019 ricopre il ruolo di direttore artistico di Foto/Industria, la biennale promossa da Fondazione MAST a Bologna.

La loro nomina rappresenta un importante riconoscimento internazionale e testimonia il contributo dei docenti NABA all'interno dei principali contesti di ricerca, produzione culturale e riflessione contemporanea sul tema dell'immagine.

Un riconoscimento che si inserisce in una visione precisa della fotografia e del suo insegnamento, come racconta lo stesso Francesco Zanot:

“Nonostante la sua apparente stabilità, la fotografia continua a reinventarsi. Sono passati ormai esattamente duecento anni dalla nascita di questo linguaggio, e le immagini che oggi produciamo, osserviamo e condividiamo sono profondamente diverse da quelle che le hanno precedute. Sono cambiati i dispositivi, i contesti di circolazione, le funzioni della fotografia e le intenzioni degli autori.

Le fotografie abitano contemporaneamente musei e gallerie, dove sono diventate uno degli strumenti privilegiati della ricerca artistica contemporanea, ma anche schermi di computer e telefoni, archivi, reti sociali e sistemi di intelligenza artificiale. I giovani artisti usano la fotografia come strumento ibrido e intermedio attraverso cui questi passaggi vengono insieme messi in pratica e rappresentati. In questo scenario, anche il rapporto tra fotografia e verità si è profondamente trasformato, mettendo in discussione una delle convinzioni più radicate nella storia del medium: la sua presunta capacità di testimoniare il reale in modo oggettivo e incontrovertibile.

Dal visto siamo passati alla visione. È da questa consapevolezza che nasce il nostro modo di insegnare la fotografia: come un linguaggio ricco di storia, di cui è essenziale conoscere radici, tecniche e protagonisti, ma anche come una disciplina in costante movimento, sempre rivoluzionaria, testimone e protagonista di una mutazione continua.”

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