Da venerdì 25 a domenica 27 settembre, Bologna ospita la terza edizione di Planetaria Festival, dal titolo “Città che non vogliono stare ferme”: un intero weekend di spettacoli, talk, musica e laboratori per esplorare il futuro delle città, ideato da Stefano Accorsi e Filippo Gentili, curato e prodotto da Superhumans, con la direzione artistica di Stefano Accorsi e quella scientifica di Giulio Boccaletti. L’ingresso è gratuito, previa prenotazione su Planetaria.it. Tra i partner del Festival anche NABA, protagonista con un progetto espositivo che unisce ricerca scientifica e comunicazione visiva.
«Mediating Adaptation»: la mostra NABA a Planetaria Experience
Per tutta la durata del Festival, nel Foyer del Teatro Arena del Sole, la sezione Planetaria Experience ospita “Mediating Adaptation – NABA Exhibition”, la mostra realizzata dagli studenti e dalle studentesse del secondo anno del Triennio in Graphic Design e Art Direction del campus di Roma di NABA, in collaborazione con Fondazione CMCC – Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici e Planetaria.
«Mediating Adaptation»: il progetto e l’approccio didattico
A partire dai dati e dai risultati scientifici del progetto europeo Adaptation AGORA, promosso da Fondazione CMCC, il lavoro si è concentrato sull’aumento delle temperature urbane nella città di Roma e sulle sue conseguenze per le persone, gli spazi pubblici e il patrimonio culturale. Durante il corso di Grafica Sperimentale, con la direzione artistica di Alessio Natale Ferri, docente NABA e Art Director, la ricerca è stata tradotta in diciassette poster sperimentali che trasformano informazioni complesse in esperienze immediate, accessibili e capaci di stimolare consapevolezza, partecipazione e nuove prospettive sull’adattamento climatico.
«Mediating Adaptation»: i progetti in mostra
“Gli animali stanno soffrendo, poi toccherà a noi” – Angel Di Lorenzo: un’ape uccisa dal caldo diventa il segnale d’allarme di una vulnerabilità condivisa tra specie.
“Termografia” – Benedetta Massa: una cartografia di Roma rivela le isole di calore nascoste nei rioni storici lungo il Tevere.
“Meteo Roma 2026” – Eleonora Di Bonaventura: un’app meteo “glitchata” mostra come il clima estremo stravolga la vita quotidiana.
“Epidermide urbana” – Emma Di Marco:la città diventa un corpo vivente che si scioglie e si lacera sotto lo stress termico, nel linguaggio di Alberto Burri.
“Forma Urbis” – Francesca Biscari: le crepe di un muro si trasformano in una mappa instabile della pressione climatica sulla città.
“Presenza termica” – Gabriele Schillaci: la silhouette di un monumento romano si dissolve per restituire il calore come presenza diffusa.
“La sete di Roma” – Gabriella Pilerci: la Fontana di Trevi senz’acqua diventa il simbolo di una città esposta alla crisi climatica.
“Densità urbane” – Giulia Sacco: la cartografia del suolo romano diventa struttura generativa per visualizzare l’intensità dei fenomeni climatici.
“Non è un’oasi” – Karen Puppo: San Pietro riflessa in una pozzanghera rivela l’illusione di un sollievo che non c’è.
“Urban Heat – Heal – Nature Island” – Martina Pallucco: una mappatura cromatica di Roma indica nel verde urbano una possibile cura al surriscaldamento.
“Roma scolorita” – Nicolò Nardoni: nove poster, tra 2016, 2020 e 2024, raccontano l’espansione del calore come uno scolorimento della città.
“Materia sotto calore” – Emanuel Nocella: i sanpietrini si distorcono sotto il calore, rendendo visibile la trasformazione della materia urbana.
“C’è ancora tempo” – Sofia Costagliola: gli scenari IPCC diventano “macchie di calore” sui monumenti, tra urgenza e possibilità d’azione.
“Guscio bollente” – Sofia Di Marco: i nasoni di Roma, incandescenti nelle ondate di calore, diventano simbolo di un’infrastruttura vitale a rischio.
“+2.5°C” – Sonika Boccia: la Lupa Capitolina si trasforma in un sensore climatico vivente, tra memoria e crisi ambientale.
“Roma si scioglie” – Zhu Iabes: le isole di calore fanno “sciogliere” la mappa della città in forme organiche e fluide.
«Planetaria Festival»: informazioni e prenotazioni
La mostra è visitabile per tutta la durata del Festival, dal 25 al 27 settembre, nel Foyer del Teatro Arena del Sole di Bologna. L’ingresso al Festival è gratuito, previa prenotazione su Planetaria.it.
Con “Mediating Adaptation”, NABA conferma il proprio impegno nel promuovere una formazione capace di unire rigore scientifico, sperimentazione visiva e responsabilità verso i grandi temi del presente, offrendo agli studenti l’opportunità di misurarsi con un progetto di rilievo nazionale come Planetaria Festival.