milanomifamale
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Pensate alla storia d’amore più bella che abbiate mai sentito, quella che ogni volta che ci pensate, vi viene la pelle d’oca. A quel fatto di cronaca, al vostro libro da capezzale, a quel film incredibile, splendido splendente, l’ha scritto anche il giornale, io ci credo ciecamente…
Ognuno avrà la sua. Ci sarà quello a cui si è fermato il cuore di fronte a Jules et Jim, quella che predilige Venus in Furs (nella versione Sacher-Masoch o in quella Lou Reed & Nico), George Bataille piuttosto che Romeo & Juliet (da Shakespeare a Dire Straits passando per Leonardo Di Caprio…).
Ovviamente, se poi si tratta di cronaca, ci sono storie d’amore che ci lasciano senza fiato: Tenco e Dalida, Erika e Omar, Tsutomo Miyazaki (quello che amava la sua fidanzata così tanto che alla fine se l’era mangiata). Insomma, a ognuno la sua, tutti i gusti sono gusti (altra versione: non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace…).
Mille storie d’amore, tutte diverse, tutte accomunate da un unico elemento: per avere una storia d’amore degna di questo nome, l’amore deve essere tormentato e conflittuale fino – spesse volte - sconfinare nello squilibrio e nella follia. Amori fatti di tradimenti, di lacrime, di dolore, di violente fitte di passione. Il postino suona sempre due volte (soprattutto se il postino e Jack Nicholson e lei Jessica Lange). Sennò non è amore, sennò èroutine, è noia, è un contratto sociale (ottimo, ma diverso da amore), perdo i sensi lentamente come tra le braccia di un amante… …splendido splendente…
Da questo punto di vista, “milano mi fa male” e’ in primo luogo un racconto, una straordinaria e tormentatissima storia d’amore tra una città e i suoi abitanti. Che la amano, la odiano, la desiderano, la sognano e lei niente: cattivissima, scellerata, affascinante e – ovviamente – discretamente malvivente.
E più lei è infida ed efferata e più noi la amiamo.
Dal punto di vista clinico, il nostro disturbo si chiama “sindrome di Stoccolma”: la sindrome di Stoccolma descrive il comportamento delle vittime di un rapimento le quali, lungo un periodo di tempo sufficientemente lungo, iniziano a simpatizzare e sviluppare un rapporto di fedeltà con i propri rapitori a prescindere dai rischi, pericoli, violenze che si stanno subendo o sopportando.
Insomma: la nostra passione per Milano è così forte, che pazzi di dolore e di passione, rimaniamo senza fiato (forse non è completamente sano, ancora, ci capita così).
Stabiliti i riferimenti concettuali dentro i quali ci stiamo muovendo, ecco a voi “milano mi fa male”.
Un progetto di mappatura concettuale della città. Cento luoghi per cento installazioni, performance, eventi temporanei curati da venticinque scuole diverse. Il filo rosso che lega i cento interventi che prenderanno forma durante la settimana del Salone è quello dell’”ospitalità”.
L’amore per Milano, declinato in cento modi diversi, in cento luoghi diversi da cento gruppi diversi di progettisti.“Ospitalità” come sinonimo di “amore”, mescolato con la passione di centinaia di progettisti planati su Milano con la scusa del Salone del Mobile.
A breve il calendario preciso (essendo che si tratta di prototipazioni e performance temporanee prima di andare in loco, verificate sul calendario on-line aggiornato per controllare che cosa succede / dove / quando / perchè…).
Comunque, tutto questo progetto culminerà in una festa di chiusura nel campus NABA (via Darwin 20). Venerdì 24 aprile, a partire dalle ore 19.00: ci sarà una mostra di tutti i lavori sviluppati nel corso della settimana, proiezioni di tutti i materiali video e foto di documentazione, concerto dei Velvet e altre cento cose troppo lunghe da elencarle tutte (i dettagli su: www.naba.it).
Milano mi fa male nasce dall’ascolto di una canzone degli Alconauti : http://www.myspace.com/alconauti
Prima di chiudere, si ringraziano Ddn/free e NABA per avere pazientemente supportato questo lunghissimo processo iniziato nell’autunno 2008.
La mappa al centro della rivista (che si può scaricare in formato pdf andando su: http://www.naba-design.net/milanomifamale/MW.html), è a cura di Giorgia Lupi (NABA design) che ha anche curato i rapporti con tutte le scuole italiane e straniere coinvolte.
Milano (invitante, splendente, splendido splendente), aprile 2009
Giorgia Lupi, Stefano Mirti, Marina Paul, Fosca Salvi
abstract english
(Milan Hurts me)
A thousand stories of love, all different, derived from a single element: to have a love story worthy of the name the love must be troubled and conflicted, often lapsing into madness and insanity. Love made of betrayal, tears, of pain, a dense violent passion. The postman always rings twice (especially if the postman is Jack Nicholson and Jessica Lange the resident). Hindsight and not love, common sense and routine, boredom and a social contract (excellent, but not love), I lose senses slowly as if in the arms of a lover ... beautiful ... brilliant
`Milan Hurts Me´ is firstly a love story, a tormented love story between a city and its residents, who love their city, hate it & dream about it. Yet the city is bad, wicked, charming and criminal. The more the city hurts them, the more they love it.
From a clinical point of view, the disorder is called "Stockholm syndrome": the Stockholm syndrome describes the behaviour of victims of a kidnapping who, over a sufficiently long period of time, begin to empathize and develop a relationship of sympathy with their captors whatever the risks, dangers and violence they are suffering or enduring.
In short: Our passion for Milan is so strong that we are driven crazy by a pain and passion that leaves us breathless. Maybe insane, but still true.
This establishes the conceptual references framing the project, introducing to you "Milan hurts me", a conceptual mapping of the city comprising 100 temporary installations, performances and events by 25 different schools. The common theme linking the 100 interventions during the week of the exhibition is hospitality.
The love we feel for Milan, interpreted in 100 different ways, in 100 different places, by 100 different groups of designers. "Hospitality '" as a synonym for "love", mixed using the passion and creative muscle of hundreds of designers, as a backdrop to the Furniture Fair.
There will be temporary performances and prototypes. Before going to see them have a look at the timetable on the website to check where, when and why all the events are taking place. http://www.naba-design.net/milanomifamale/MW.html
However, this project will culminate in a celebration on the NABA campus (via Darwin 20) on Friday the 24th April starting at 7pm. There will be an exhibition of all work displayed during the week with screenings of all video and photo documentation, a live show from the Italian band Velvet plus hundreds of other things too long to list here. For further information please visit www.naba.it.
The project `Milan Hurts Me´ has its origins in a song from Alconauti: http://www.myspace.com/alconauti
Special thanks to DDNFree and NABA for their patience in supporting this very long project that began in autumn 2008.
The map at the centre of the magazine (downloadable in PDF format at: http://www.naba-design.net/milanomifamale/MW.html) is by Giorgia Lupi (NABA design) who has also been responsible for liaising with all the Italian and foreign schools involved.
Milan (inviting, bright, beautiful, shining), April 2009.
Giorgia Lupi, Stefano Mirti, Marina Paul, Fosca Salvi.